”Sotto l’ombra dello Spirito alla palestra di Gesù”


Carissimi e carissime, sono di ritorno  dalla terra del Santo.  Preferisco evitare la comune denominazione:
”Terra santa”, non avendovi trovato riferimenti che riportano a una santità in chiave di pace, riconciliazione, amicizia tra i popoli, anzi tutt’altro!
Diversi di voi mi hanno chiesto: ”cosa ti ha più colpito di  quei luoghi che hai visitato?”
Ebbene, come 22 anni  fa, ho provato una grande gioia interiore nell’essermi ritrovato nella casa di Maria di Nazaret, all’interno della Basilica dell’Annunciazione.


Ecco il testo di un bel canto che ho trovato su Maria:



Canto te, Maria”
Nella casa tua io canto a Te, Maria.
Prendi tra le mani Tu, la vita mia.
Accompagna il mio cammino verso Lui.
sulla strada che hai percorso Tu, Maria.
Tu che hai vissuto nella verità.
Tu, vera Donna della libertà,
dal cuore tuo l'amore imparerò
e, nel mondo, io lo porterò.
Resta vicino a me, Madre di Dio,
del tuo coraggio riempi il cuore mio,
solo l'ardore, allora, mi guiderà,
sarò luce per l'umanità.

 

Il “Chàire” dell’arcangelo Gabriele a Maria è risuonato fortemente in me. Ho potuto rivivere quei passaggi preziosi dell’Annunciazione di cui ci parla s. Luca.

“Al sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un  uomo  della  casa  di  Davide,  di  nome  Giuseppe.  La  vergine  si chiamava  Maria. Entrando  da  lei,  disse:  "Rallégrati,  graziata:  il Signore  è  con  te".  A  queste  parole  ella  fu  molto  turbata  e  si domandava che senso avesse un saluto come questo. L'angelo le disse:  "Non  temere,  Maria,  perché  hai  trovato  grazia  presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà  grande  e  verrà  chiamato  Figlio  dell'Altissimo;  il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine" Allora Maria disse all'angelo: "Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?". Le rispose l'angelo: "Lo Spirito Santo scenderà su di te e  la  potenza  dell'Altissimo  ti  coprirà  con  la  sua  ombra. Perciò colui  che  nascerà  sarà  santo  e  sarà  chiamato  Figlio  di  Dio.  Ed ecco,  Elisabetta,  tua  parente,  nella  sua  vecchiaia  ha  concepito anch'essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile:  nulla  è  impossibile  a  Dio". Allora  Maria  disse:  "Ecco  la serva  del  Signore:  avvenga  per  me  secondo  la  tua  parola".  E l'angelo si allontanò da lei.
(Lc 1,26-38).

 

Maria,  piccola  Maria,  fanciulla  di  Nazaret,  vissuta con la sua gente, entra nella “stanza” del suo cuore, nelle sue profondità e incontra lo Spirito di Dio: un fascio di luce che, come un tepore primaverile, dopo un lungo inverno, la copre tutta e la riscalda. Ma  occorre  capire  con  la  testa  e  con  il  cuore; laddove  il  cuore  comprende  ed  afferra  subito, mentre la testa deve fare dei passaggi diversi  e, a volte,  impiega  più  tempo,  soprattutto  oggi,  per  noi occidentali, figli anche di un esasperato razionalismo che difficilmente ci fa abbandonare al canto del cuore e a quella fede di cui parla Gesù che fa trasportare le montagne…2
Ecco che un senso di timore  pervade Maria, tante domande vengono fuori  come  da  una  sorgente:  “Chi  sei?  Cosa  mi  chiedi,  non  capisco, qual è il senso di tutto ciò… voglio venirne a capo… com’è possibile?!? È tutto vero o sto sognando? Chi sono io perché stia accadendo tutto ciò? Cosa sarà di me, della mia gente? Che succede? Sto tremando!”
Com’è bello sentire l’umanità di Maria, le sue paure, i suoi timori, il suo giusto diritto a capire quello che sta avvenendo… nella sua vita…
e quello che sarebbe avvenuto in lei e per lei unita al suo popolo, alla sua gente! Mai distante e separata!
In Maria vediamo realizzarsi quell’oggi di Dio misterioso e nascosto nel  quotidiano.  Quei  giorni  feriali  che,  spesso,  possono  darti  noia, ansia,  preoccupazioni  sono  anche  forieri  di  novità  inaspettate…  di gioie che riempiono la vita per sempre.
I  vuoti di attesa  del cuore di Maria vengono riempiti da Dio che è gioia piena. Maria, tu sei allora piena di Grazia, cioè riempita da questa gioia della Sua Presenza che non ha termine. Questa gioia non è come quelle  effimere che portano spesso di nuovo a essere tristi, a tornare alla vita di sempre e sperare in qualche altra piccola gioia o surrogato di essa.
Il cuore di Maria è diventato anche il nostro cuore. Maria non è l’irraggiungibile, come recita un noto canto per le liturgie eucaristiche,  ma  la  raggiungibile,  la comprensibilissima  nella  sua


 2
"Gesù disse ai suoi discepoli: 'Abbiate fede in Dio!' In verità vi dico: chi dicesse a questo monte: Lévati e  géttati  nel  mare,  senza  dubitare  in  cuor  suo  ma  credendo  che  quanto  dice  avverrà,  ciò  gli  sarà accordato.  Per  questo  vi  dico:  tutto  quello  che  domandate  nella  preghiera,  abbiate  fede  di  averlo ottenuto e vi sarà accordato." (Mc 11,22-24). "Gli apostoli dissero al Signore: 'Aumenta la nostra fede!'. Il  Signore  rispose:  "Se  aveste  fede  quanto  un  granellino  di  senapa,  potreste  dire  a  questo  gelso:  Sii sradicato e trapiantato nel mare, ed esso vi ascolterebbe." (Lc 17,5). "Non abbiate paura. Il Signore è con  voi.  Chiedetegli  un  fede  da  trasportare  le  montagne  e  da  sradicare  le  rocce,  fondata  sulla  sua potenza e sul suo amore...quella fede umile che commuove sempre il cuore del Signore. Ditegli spesso:  'lo non sono nulla, ma tu sei tutto... non posso nulla, ma tu puoi tutto". (ps Magdeleine)

ricerca del Dio nascosto, nel suo semplice desiderio di pregare con le cose  della  vita  di  ogni  giorno,  tra  le  mura  di  casa,  tra  quelle  della sinagoga,  tra  quelle  che  portano  alla  fontana  del  villaggio  ma soprattutto  tra  quelle  incontaminate  e  preziose  del  suo  cuore  di fanciulla, di donna e ora di madre. In  quel  Chàire  c’è  tutta  la  storia  di  un  popolo,  c’è  una  profonda profezia di gioia: gli antichi profeti avevano indirizzato il Chàire alla figlia di Sion, a Israele oppresso dai nemici…  anche a causa della  sua  “dura  cervice”.  Questo  popolo  sembra  che  avesse  un’attitudine marcata  al  non  ascolto,  al  non  avere  “orecchi  per  intendere”.  Ma nonostante  ciò,  non sarebbe  stato  sempre  così!  Infatti,  Lui, l’Altissimo si sarebbe preso cura di Israele ed avrebbe trasformato le sue sorti…  capovolgendo i potenti e i presuntuosi che credono di essere “padreterni” opprimendo e rapinando i poveri e gli indifesi.3

Sulla  bocca  di  Gabriele,  l’inviato  di  Jahweh,  ci  sono  delle  parole speciali che Maria riconosce:


Gioisci, figlia di Sion, esulta, Israele,e rallegrati con tutto il cuore, figlia di Gerusalemme!
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«Non temere, Sion, non lasciarti cadere le braccia!
Il Signore tuo Dio in mezzo a te
è un salvatore potente.
Esulterà di gioia per te,
ti rinnoverà con il suo amore,


3
C’è  un  giudizio  di  Dio  (“Giorno  del  Signore”)  afferma  Sofonia,  da  non  trascurare,  di  fronte  a ingiustizie, violenze, corruzione morale e ricorso agli idoli. Questo giudizio è esteso anche ai pagani che fanno del male al popolo d’Israele e mostrano una vuotezza e presunzione grande. Siamo tra il 640-609 a.C. al tempo del re Giosia il riformatore in cui mette in luce  la Parola che salva, la Parola che va accolta ed ascoltata quella che riporta all’unicità di Dio (2Re 22,8). Ci troviamo di fronte alla tradizione jahvista che evidenzia alcune parti del deuteronomio: come mettere in pratica leggi e norme, i comandamenti  per ritornare a Dio (cfr 2 Re 22). Menomale che ci sono alcuni giusti che
fondano  la  loro  vita  in  Dio…  a  costoro  è  indirizzato  l’invito  speciale  alla  gioia  in  Dio  e  alla trasformazione che solo Lui offre. Cfr Sof 3,11-18; Zc 2,14.

si rallegrerà per te con grida di gioia, come nei giorni di festa». Un senso di serenità e di sicurezza inizia ad albergare in lei, sa di non  camminare  da  sola  nel  mondo,  sa  e  sente  con  chiarezza  chel’ombra  dell’Altissimo  è  con  lei.  Essa  conosce  la  storia  delle  donne d’Israele e di come siano state adombrate dalla potenza dell’Amore che  si  è  tramutata  in  coraggio,  dono,  accoglienza,  servizio spassionato per gli altri fino a rischiare la vita. Ora Maria è la donna che pur avendo conosciuto lo smarrimento, fa esperienza  della  stabilità  e  della  fermezza  di  chi  cammina, mettendosi in umile ascolto del proprio cuore, per capire dove deve dirigersi, anzi dove il soffio dello Spirito di ‘Adonai la condurrà. Sarebbe il caso di dire, non più:  “Va’ dove ti porta il cuore”, ma: ”Va’ dove ti porta la Ruach ‘Adonai: lo Spirito di Dio, Abbà. Sì,  perché il cuore di Maria dopo quell’incontro col Mistero, diventa come una vela soffiata  dal  vento  che  spinge  la  barca  della  Sua  vita  verso  mari  e porti inattesi.

Come sei bella Maria  in questo spirito di preghiera che non ti ripiega su te stessa ma ti fa aprire al mondo e alla vita. Anzi tu non preghi: sei diventata preghiera!
Come  sei  bella  Maria  in  quella  tua  casa che,  come  tutte  le  altre  case,  è provvista  di  un  piccolo  vano  adibito  a stalla,  deposito,  dove  magari  tante donne  cercano  con  affanno  di  riporre oggetti  e  quant’altro,  per  mettere ordine  in  casa, lottando  con  tenacia, facendola tornare sistemata e pulita.4


4
O quale donna, se ha  dieci dramme e ne perde una, non accende la lucerna e spazza la casa e cerca  attentamente  finché  non  la  ritrova? E  dopo  averla  trovata,  chiama  le  amiche  e  le  vicine,  dicendo: Rallegratevi con me, perché ho ritrovato la dramma che avevo perduta (Lc 18,8-9).


Lì, in quel luogo in penombra, dove si tenevano anche gli animali come capre,  buoi  ed  altre  suppellettili…  lì  avviene  l’incontro…  non  in sinagoga, non in Gerusalemme, al Tempio degli antichi splendori, ma lì in quella casa a Nazaret.La  cupola  della Basilica dell’Annunciazione che sovrasta oggi la piccola casa di Maria, è a forma di calice di fiore capovolto che filtra la luce. Dal calice dei fiori prende il nome Nazaret 5, insignificante agli occhi dei potenti di quel tempo ma non a quelli di Dio ‘’Rachamim’’.6

Appena arrivato a Nazaret, alcuni segni mi ritornano alla memoria del cuore:  la voce di una mamma  che chiamava la propria figlioletta per nome:  ”Miryam”,  “Miryam”,  quasi  un  benvenuto  per  me  in  quella piccola  zolla  di  terra  della  Palestina,  nella  quale  ha  vissuto  tra  le tante Maria, anche lei: la semplice e silenziosa Miryam, la madre di
Gesù.  Ma  ancor  più  sorprendente  per  me,  appena  atterrato  con l’aereo  a  Tel  Aviv,  la  voce  di  un  fanciullo  che  chiamava  il  proprio padre:  “Abbà,  Abbà”…  non  riusciva  a  prendere  la  sua  valigia,  tra  i tanti bagagli scaricati, appariva spaventato! Fa  una  certa  impressione  sapere  che  questa  stessa  parola  ‘abbà’, pronunciata  da Gesù  in  famiglia,  sarà  poi  rivolta  da  lui  un  giorno, unicamente all’Abbà celeste. Piccoli dettagli che a me dicono molto.7

In questa casa di Maria, nasce e cresce il Mistero della vita…  c’è un antichissima testimonianza incisa  nella pietra,  lì  nei pressi, risalente ai primi secoli: “Chàire Maria”! Un TVB di un antico pellegrino sulle orme  della  famiglia  di  Nazaret,  il  quale  desiderava  che  anche  altri sapessero di questo luogo, agli albori della fede.


5
Nazer= germoglio che gioca con la parola Nazir= nazireo e facilmente si può arrivare alla parola Nazaret.
6
Is 11,1: del futuro Messia si dice: “ Uscirà un virgulto dal tronco di Jesse e un germoglio (neser) dalle  sue  radici  fiorirà ”.  Inoltre:  "Si  dimentica  forse  una  donna  del  suo  bambino,  così  da  non commuoversi  per  il  figlio  delle  sue  viscere?  Anche  se  queste  donne  si  dimenticassero,  io  invece non ti dimenticherò mai. Ecco, ti ho disegnato (tatuato) sulle palme delle mie mani" (Is 49,15s). "Anche se i  monti si spostassero e i colli vacillassero, non si allontanerebbe da te il mio affetto, né vacillerebbe la mia alleanza di pace; dice il Signore che ti usa misericordia" (Is 54,10).
7
Mc 14,36; Rm 8,15.

Quando tu Maria, dopo l’incontro col Mistero di Dio Amore, sei salita al piano superiore, avevi il cuore pieno di gioia e contenevi il segreto motivo  per  il  quale  noi  siamo  qui  oggi.8


Il  tuo  sì  divenga  anche  il nostro, il tuo “si faccia di me secondo la Tua Parola”, divenga anche il nostro sincero e spassionato aderire alla chiamata del Padre. Il  ritornello di un canto mi viene in mente: “Noi ti cantiamo beata, gridiamo ancora  il tuo «sì»,  i fiori  sbocciano  ancora  e Dio con loro tra noi”…
Ed ancora, la canzone di De André:


E te ne vai, Maria, fra l'altra gente
che si raccoglie intorno al tuo passare,
siepe di sguardi che non fanno male
nella stagione di essere madre.
Sai che fra un'ora forse piangerai
poi la tua mano nasconderà un sorriso
gioia e dolore hanno il confine incerto
nella stagione che illumina il viso.
Ave Maria adesso che sei donna,
ave alle donne come te, Maria,
femmine un giorno per un nuovo amore
povero o ricco, umile o Messia.
Femmine un giorno e poi madri per sempre
nella stagione che stagioni non sente.

Allora insieme, come Chiesa in cammino, preghiamo:
”Rallegrati Maria, chiamata per Grazia, il Signore è con te”. Quest’anno  Maria,  vogliamo  seguire  tuo  Figlio,  speriamo  in  una maniera più spedita, lungo le nostre strade e ti chiediamo, per quella profonda comunione dei Santi che ci circonda e per quel mistero di servizio  profondo  ed  efficace  che  hai  reso  alla  Comunità  degli


8
Questo andare al piano superiore mi riporta a quel piano superiore di cui parlerà poi Gesù ai suoi discepoli, il luogo per celebrare la Pasqua: Mc 14,15.

apostoli riunita dopo la Resurrezione  del Tuo Figlio, di sostenerci a correre verso gli altri con Cristo. Vogliamo andare alla Sua “palestra” per allenarci e per esercitarci ad essere sempre più Lui, l’instancabile pellegrino che ha percorso città e  villaggi con passione e forza…  conoscendo  da cima a fondo tutta la Palestina.  Il  suo  è  stato  un  continuo  allenamento  per  vivere  del Padre- Abbà.9


S. Paolo scrive: “Non sapete che nelle corse allo stadio tutti corrono, ma  uno  solo  conquista  il  premio?  Correte  anche  voi  in  modo  da conquistarlo! Però  ogni  atleta  è  temperante  in  tutto;  essi  lo  fanno per ottenere una corona corruttibile, noi invece una incorruttibile. Io dunque corro, ma non come chi è senza mèta; faccio il pugilato, ma
non  come  chi  batte  l'aria, anzi  tratto  duramente  il  mio  corpo  e  lo trascino  in  schiavitù  perché  non  succeda  che  dopo  avere  predicato
agli altri, venga io stesso squalificato.” La  vita  cristiana  non  consiste  tanto  nell’imitare  Lui,  i  suoi atteggiamenti o comportamenti, ma piuttosto nel  tendere a crescere
in  Lui  per  diventare  Lui…  il  nostro  è  un  cammino  meraviglioso  di cristificazione per un’umanità rinnovata. Noi allora, quest’anno, ci renderemo disponibili ad offrire la terra del nostro cuore a Dio, come ha fatto Maria: “Avvenga di me quello che hai detto” … il resto lo  farà il soffio dello Spirito, l’ombra del Suo
Amore, l’ombra delle “ali Sue”.10

Un abbraccio benedicente
p. Giorgio

A Portici, dopo il ritorno dal “santo viaggio”, 24 agosto 2015, festa di s. Bartolomeo apostolo.


9
Il  termine  palestra  ci  richiama  un  luogo  in  cui  si  pratica  dello  sport;  un  luogo  in  cui  si  fanno
esercizi per sviluppare delle attitudini, per educare il corpo, la persona.
10
Sl 90

P.S.: avrei voluto scrivere tante altre cose sul pellegrinaggio… spero di incontrarvi per parlarvi e comunicarvi il vissuto e per dirvi delle tante situazioni della terra di Gesù. In particolare, ciò che più mi ha fatto soffrire, è stato il clima di tensione che c’è in Israele:
1.  Armi  dappertutto,  700  Km  circa  di  muri  innalzati  (di  8  mt  c.a), intorno alle città palestinesi, oramai ridotte sempre più ad “un resto d’Israele” rispetto al 1948 e al 1967.
2. Filo spinato dappertutto: l’industria italiana alla quale alcuni anni fa sono stati commissionati Km e Km di filo spinato, ha registrato un trend sbalorditivo dei propri affari.
3.  Esercito  presente  dovunque,  in  gran  maggioranza  costituito  da ragazzi tra i 18 e i 20 anni, (si prestano 3 anni di servizio militare).
4. Insediamenti di coloni  israeliani nelle città palestinesi, strade che diventano  private,  ad  uso  esclusivo  dei  coloni  e  quindi  non  più utilizzabili da parte dei palestinesi.
5. Clima di terrore diffuso.
6. Armi giocattolo in vendita su bancarelle e presso negozi. Le stesse tra  le  mani  di  bambini:  “oggetti  normali”  per  coloro  che  un  giorno saranno addestrati alla guerra. “Si vis pacem, para bellum”. Solo è da capire cosa significhi pace.

Come vi sentite ora?
Così  mi  sono  sentito  io:  catapultato  dal  clima  della  casa  di Nazaret sulle strade della vita di oggi…
… ma non si offuschino le coscienze e rimanga accesa la speranza!
Buon cammino di speranza a tutti voi.

 

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