“Se camminiamo nella luce, come egli è nella luce,
 siamo in comunione gli uni con gli altri” (1Gv 1,7)

Affrontare con serenità separazioni e lutti

Carissime famiglie,
è capitato certamente a tutti dover affrontare la separazione da persone care e amate con le quali si condivideva la vita. In questo mese di novembre, vogliamo meditare più profondamente sul mistero della vita che, così forte e dirompente, attraversa perfino la morte e diventa, nella fede, vita senza fine, vita eterna.
Può essere capitato a tutti noi, di fronte alla partenza di un familiare per il cielo, di aver provato un senso di impotenza, di ineluttabilità, di rabbia, di tradimento al punto da gridare contro il nostro stesso amato: “Perché te ne sei andato?” (un bimbo lo diceva al proprio papà morto).
Ci viene in soccorso, allora, la Parola di Dio che ci aiuta a fare esperienza di serenità e di fiducia abbandonandoci nelle mani del Padre celeste e coltivando la comunione gli uni con gli altri. E anche se grande è la tristezza, anche se forte è il dolore, la Parola di Gesù rimane per sempre quale Parola di speranza; infatti, quando venne il momento del Suo passaggio da questo mondo al Padre, Egli rincuora i suoi discepoli dicendo loro: “Voi, ora, siete nella tristezza; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno vi potrà togliere la vostra gioia” (Gv 16, 22-23). E così avverrà per ogni persona cara a cui noi pensiamo spesso e la cui assenza ha creato un vuoto esistenziale nel nostro quotidiano. Possiamo già sperimentare la gioia della resurrezione. Infatti, la Presenza di Dio in ciascuno di noi è un seme di resurrezione che viene alimentato dalla preghiera, dall’Amore verso di Lui e verso gli altri. E proprio questa vita che viene stimolata da Dio in noi serve a guarire le nostre ferite interiori e a portarci verso un senso di maggiore comprensione, di misericordia, di riconciliazione.
E allora, anche se per alcuni non c’è niente “oltre il fosso”, con la gioia di Gesù risorto non diciamo tanto: “Niente più” ma, “C’è di più”!

p. Giorgio e p. Bernardo

Comunicazioni di p.Giorgio