Tema:

In Cristo: gioia piena e vita nuova

Meta


In coerenza con le indicazioni della Chiesa cattolica e della Diocesi, tradotte in prassi dal Decanato, la gente del territorio del Sacro Cuore, entro giugno 2015, approfondisce la conoscenza di Cristo e fa esperienza del Suo mistero.
Naturalmente i passi nel cammino di fede saranno differenti a seconda delle risposte del proprio cuore e del cammino intrapreso in questi anni, per cui, mediante iniziative periodiche, alcuni potranno avere il primo contatto con Gesù, mentre altri potranno conoscerLo più nel profondo.
In Parrocchia, accompagniamo e consolidiamo le strutture già esistenti.
Alcune tra le varie realtà esistenti in parrocchia, quali la famiglia, i giovani, i bambini, gli anziani, il settore Caritas, rivolgeranno a tutti i bambini, i ragazzi, i giovani, le famiglie del territorio il loro impegno pastorale, con iniziative, linguaggi e strategie specifiche affinché possa essere conseguito il valore dell’anno e quello di ogni singola realtà (livello).
Per capirci di più
Per “approfondisce la conoscenza di Cristo” intendiamo che la gente, dopo un primo contatto con la persona di Gesù, ne conosce più propriamente gli atteggiamenti e i comportamenti.
Per “fa esperienza del Suo mistero” intendiamo che la gente, attraverso passi successivi (“scoperte”), riesce a rinsaldare la propria fede nella persona di Gesù, che è vissuto a Nazareth (= uomo), è divenuto il Cristo resuscitato dall’Amore (= Padre) per la potenza dello Spirito Santo.
Per “coerenza con le indicazione della Chiesa cattolica” intendiamo tener conto dello stato di emergenza educativa che la Chiesa sottolinea come caratteristica del tempo presente.
Per “coerenza con le indicazione della Diocesi, tradotte dal decanato”, intendiamo sviluppare l’aspetto educativo del piano diocesano relativamente ai tre pilastri (comunicare, educare e vivere la fede) che sostengono il tema pastorale diocesano ”Organizzare la speranza”. Inoltre, alla luce del documento dei Vescovi italiani per il decennio 2010-2020, vogliamo approfondire l’aspetto della scelta della fede come libera adesione all’Amore di Dio nella società (in casa, nel lavoro, nel condominio, a scuola, nello sport, con gli amici, ecc.).
Per “gente” intendiamo tutte le persone di buona volontà, battezzate e non, credenti e non, residenti nel territorio parrocchiale.
“Giugno 2015” è il limite di tempo in cui intendiamo applicare le strategie pastorali per raggiungere l’obiettivo.
Per “iniziative periodiche” intendiamo dei modi semplici e comprensibili (gesti concreti, messaggi scritti e grafici, incontri di approfondimento) che provochino curiosità e interesse, possano essere facilmente ricordati che portino alla raggiungimento della meta attraverso i seguenti temi:
1. scoprire Cristo servo dell’umanità
2. scoprire che, in Cristo, inizia la vita eterna già sulla terra
3. scoprire che Cristo è vero Dio e vero uomo
4. scoprire che Cristo inaugura il Regno di giustizia e di pace
5. scoprire che Cristo è espressione della misericordia-perdono del Padre
6. scoprire il Cristo che non si arrende, non si abbatte, tenace nel cammino, appassionato dell’uomo al punto di affrontare il dolore e la morte
7. scoprire Cristo Risorto che ci riscatta dalla schiavitù del male e libera la gioia
8. scoprire in Cristo il valore dell’incontro tra le persone nello Spirito Santo
9. scoprire in Cristo la leggerezza della vita.
Per “alcuni potranno avere il primo contatto, mentre solo alcuni potranno conoscerLo più nel profondo” intendiamo che la gente risponde differentemente e in tempi diversi alla proposta offerta.
Per “Parrocchia accompagna, consolida” intendiamo che il parroco e gli operatori pastorali individuano le necessità della Comunità parrocchiale, i punti di forza e di debolezza delle strutture esistenti e si adoperano per rafforzarle, perché ognuna possa svolgere al meglio la propria funzione.
Per “strutture già esistenti” intendiamo sia i servizi pastorali che gli organismi e le strutture (di decisione, di comunicazione, di attuazione, i servizi tecnici) che rendono possibile la progettazione, l’elaborazione, la realizzazione del cammino pastorale di evangelizzazione.
Per “i vari livelli si rivolgono alle diverse categorie, cui sono indirizzate le loro azioni pastorali, con iniziative, linguaggi e strategie specifiche affinché possa essere conseguito il valore dell’anno” intendiamo che i 5 livelli della pianificazione parrocchiale (indicati nell’apposito paragrafo) opereranno secondo i loro programmi interni nel rispetto dell’organicità dell’intera azione evangelizzatrice della pastorale parrocchiale operando un progressivo cambio di mentalità con l’obiettivo di passare da un modo di fare frammentario ad un altro organico ed in comunione col tutto.
I “Perché” di questa meta
1. Nella gente, da un lato si evidenziano segni di apertura, dall’altro ne permangono altri di chiusura, di poca disponibilità verso gli altri .
2. “Spalancate le porte a Cristo.” (Giovanni Paolo II).
“Io ho vinto il mondo” (Gv 16,33).
“Il bene tende sempre a comunicarsi... Comunicandolo, il bene attecchisce e si sviluppa... «La vita si rafforza donandola e s’indebolisce nell’isolamento e nell’agio. Di fatto, coloro che sfruttano di più le possibilità della vita sono quelli che lasciano la riva sicura e si appassionano alla missione di comunicare la vita agli altri»” (EG, papa Francesco).
3. Occorre superare atteggiamenti di diffidenza e di paura che alimentano le chiusure e la scarsa disponibilità, convertirsi da una religiosità devozionale e sviluppare una fede in Cristo più teologale, percepire che il mistero di Cristo fa parte della vita reale.

Lettera pastorale 2014-15


Carissimi amici ed amiche,
“Storpi, ciechi, zoppi, sordi, muti, vedove, orfani, persone afflitte da varie infermità, indemoniati guariti …”: ecco il seguito di Gesù buon pastore!
Un  popolo  difettoso  di  gente  povera  e  “incapace”,  non  di  persone perfette e selezionate adatte ad un mondo asettico e poco vitale. È la
stessa gente che io preferisco nella mia vita di pastore. Lo stesso popolo  così particolare che, già radunato attorno a Giovanni il
Battista,  aveva  vissuto  l’esperienza  dell’immersione  nelle  acque  del Giordano dove anche Gesù, in quel bailamme di volti e di situazioni, si
immerge insieme ai senza dignità, ai poveri, ai par ia, a tutte quelle persone alle quali è stato negato il presente; …e del futuro? Meglio non parlarne! Gesù, uomo tra gli uomini, con semplicità e fortezza, con la serenità nel cuore, con passo deciso, mette i suoi piedi in quell’acqua con un popolo altro che anela, senza saperlo neanche, a qualcosa di nuovo. Con quel popolo di poveracci e di scartati dà inizio ad un tempo nuovo di bontà e di pace (Kairòs), ad una nuova storia di vita e di speranza, ad una nuova transumanza che non porta ai palazzi dei potenti mapiuttosto fuori le mura, in un luogo all’aperto.
Un nuovo arcobaleno appare in quello spazio geografico del deserto della Giudea dove non c’è altro, se non palude, steppa, acqua,  mai abbondante quell’acqua.
Sempre all’apertosi realizzeranno, in seguito, dei segni speciali, come il messaggio delle Beatitudini, la moltiplicazione dei pani e dei pesci ed altri segnali che avrebbero indicato il Regno di Dio quale lievito di un pane nuovo che era già lì, sorprendentemente lì… tra la folla che si faceva  battezzare  da  Giovanni  e  in  mezzo  alle  case  dei  poveri,  dei dimenticati e degli scartati della storia… e non se ne sarebbe andato
mai più, perché il Regno di dio è una Presenza: è Lui!
Ha inizio una sorta di nuova caccia al tesoro del campo che porta alla scoperta del Regno di Dio in mezzo agli uomini, in mezzo a coloro che riscoprono dignità e valori da condividere senza fretta, senza corse per un trofeo, senza raccomandazioni (cfr. Mt13).  C’è gente in cammino lì, e la migliore riuscita di un cammino è percorrerlo
senza pensarci troppo, senza ostentazioni o tentennamenti. M. Buber filosofo ebreo nel suo libro: “Il cammino dell’uomo” afferma che questo nasce da una chiamata interiore: “Adamo dove sei?”,dove sei nei tuoi 15, 20, 30, 40, 50, 80… anni di vita? Dove sei? Come stai vivendo la tua vita? Queste persone incominciano una caccia ad  un tesoro che è piccolo, impercettibile ma, nello stesso tempo,  grande, immenso al punto da
travalicare la storia umana e da oltrepassare il pensabile…
È un tesoro profondo, di quella profondità dei cuori che solo le persone
riconciliate e non più in guerra con se stesse e con gli altri possono
riconoscere; è un tesoro grande, perché nessuno possa dire: ”Eureka!
L’ho afferrato, è mio! È mio e non è tuo!”… ed iniziare nuove “guerre
sante” con nuovi capri espiatori da immolare.
1
È un tesoro che ti passa davanti e, come per il primo amore, non te ne
accorgi subito; ma poi lo noti e capisci di essere stato già notato, scelto
e amato…
“È Lui che ci ha amati per primo!” (1Gv 4,10).
“Natanaele gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima
che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando erisotto il fico». Gli replicò
Natanaele: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d'Israele!». Gli rispose
Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto il fico, credi? Vedrai cose
maggiori di queste!”(Gv 1,48-50). Ecco l’Amore che cos’è!
Un testo apocrifo afferma: ”quando il Signore uscì dall’acqua, tutta la
fonte dello Spirito Santo discese, riposò su di Luie gli disse: ”Figlio mio,
da tanto tempo, in tutti i profeti, aspettavo che tu venissi per riposarmi
su di Te. Tu sei il mio riposo” (Vangelo degli Ebrei).
Nel giorno del battesimo di Gesù nel Giordano, finalmente, lo Spirito del
Signore  trova  stabile  dimora  in  Lui,  in  quell’uomo  chiamato  con  un
nome comunissimo, Gesù, il figlio del falegname di Nazareth… terra di
confine, terra dei Goim, dei Gentili, di gente mescolata, dei dimenticati
da tutti tranne che dal disossante potere romano, globale e locale, che
si  preoccupa  di  chi  spennare  e  ridurre  all’osso.  Guai  a  sgamare  gli
inganni e a contrapporsi a quel sistema di potere perché, facilmente, si
1“La persona che non è in pace con se stessa è in guerra col mondo intero” (Gandhi).
rischia di finire su due pezzi di legno incrociati!
In quel giorno famoso, da quando l’acqua scese sul suo capo bagnando
i capelli e, come olio, entrò prepotentemente e lentamente nelle fibre
della  sua  tunica  bianca,  bagnando  tutto  il  suo  corpo,  finalmente  lo
Spirito  che  aleggiava  sulle  acque  primordiali  della  creazione,  può
riposare su di Lui, trovando una dimora in cui abitare stabilmente.
Come l’Abbà celeste, dopo i sei giorni della bella  creazione, si riposò
“arricreandosi” con le creature formate dalle sue viscere amorevoli,
così lo Spirito, soffio femminile di Dio Padre, brezza che spirava davanti
alla caverna di Elia profeta, scende per restare ed abitare anche Lui in
un corpo reale, fatto di carne ed ossa, quello del Nazareno.
2
“Non sono un fantasma, non temete!” dirà Gesù dopo  la sua morte,
quando  incontrerà  i  due  discepoli  di  Emmaus  nella  loro  tristezza  e
confusione.
3
Che bello! ...
Dove c’è lo Spirito, la Ruach del Padre abbà, c’è Vita e non morte, c’è
Resurrezione e gioia piena.
Dal  giorno  della  discesa  di  Gesù  nell’acqua  del  Giordano,  l’“ombra
dell’Altissimo”, la  nube  luminosa e la colonna di  fuoco degli  antichi
padri nel deserto, lo accompagnano in una storia d’Amore, in nuove
avventure con gli uomini; accompagnano Lui, il Figlio dell’Uomo, il fiore
più  bello  dell’umanità…  nella  “valle  di  Acor”,  (valle  di  sventura),
finalmente trasformata in “Valle” della Speranza. L’arca di Noè si era
fermata lì definitivamente!
4
Da quel giorno si può scendere su questa nuova terra e nuovo cielo, su
questa  zattera  di  vita  nuova,  su  questa  esistenza  fatta  di  carne  di
2 Così  ce  lo  descrive  un  testo  intertestamentario  deuterocanonico.  Inoltre  nel  libro  dei
Proverbi, al c.8,30-31, così ci viene presentata laSapienza creatrice: “allora io ero con lui come
architetto  ed  ero  la  sua  delizia  ogni  giorno,  dilettandomi  davanti  a  lui  in  ogni  istante;
dilettandomi sul globo terrestre, ponendo le mie delizie tra i figli dell'uomo.
3Lc 24,36-43
4v. Os 2,16-17: “Perciò, ecco, la attirerò a me, la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore. Le
renderò le sue vigne e trasformerò la valle di Acòr in porta di speranza. Là canterà come nei
giorni della sua giovinezza, come quando uscì dal paese d'Egitto”.
popolo, su questo lembo di vita che incrocia dentro al “pozzo senza
fondo” del suo cuore tutte le persone, intercettando i loro cuori: quelli
più persi per farli ritrovare, quelli più feriti per sanarli, quelli carichi di
tensioni e di odio per portarli alla gioia e alla liberazione dell’Amore.
Tutti possono scendere da quell’Arca finalmente, senza paura di essere
ingannati, senza il pericolo di essere rivenduti sui mercati del mondo,
senza il timore e il dubbio di essere abbandonati elasciati su terra arida
ed  insanguinata. Tutta  la creazione può mettere i piedi su  una terra
pianeggiante, lungo corsi d’acqua e trovare finalmente anch’essa riposo.
Finalmente tutti i vegetali, gli animali, gli umani, … sì gli umani, cioè tutti
coloro che scelgono di non lasciarsi corrompere dalla mentalità corrente
del mondo, possono scendere perché non ce la fanno più!
“Benedite  opere  tutte  del  Signore  il  Signore,  lodatelo  ed  esaltatelo  nei
secoli… Benedite mari e fiumi il Signore, lodatelo ed esaltatelo nei secoli…”
5
C’è  sorprendentemente  una  nuova  città… una  nuova  planimetria  di
case, di costruzioni che sugli stipiti delle porte  e dei portali portano il
segno della pace  e i colori dell’arcobaleno… Sugli  stipiti delle mura
della  città  non  sono  falsamente  scritte  parole  come  Shalom  e  poi
tantissime  persone,  bambini  inclusi  vengono  uccise  crudelmente.
Realmente c’è una nuova città per una nuova terra!
6
“Quale gioia quando mi dissero andremo alla casa del Signore ed ora i
nostri piedi si fermano alle tue porte Gerusalemme”…. (Sl 122,2)
Com’ è possibile? Tutto nuovo? Tutto trasformato?!?
“Cieli e terra nuova” Tu vieni a portarci, senza ripensamenti o ricatti
come  le  divinità  dell’antichità  e  gli  idoli  di  ieri  e  di  oggi,  un
comandamento nuovo che non è basato sulla costrizione, sull’obbligo
ma su un’adesione libera dell’anima, su una proposta, su un invito a
percorrere  un  cammino  assieme  agli  altri  da  pellegrini  e  non  da
visitatori  distratti,  come  ospiti  della  Terra  da  toccare  a  piedi  nudi  e
giammai da possedere.
“Vi do un comandamento nuovo”… amatevi nella pienezza, sì perché
5Dn 3,78
6Mi riferisco alla città di Gerusalemme in cui sui portali dei vari ingressi ad essa ci sono scritte
del tipo: “Shemà Israel…” e quant’altro…
ogni vero Amore si rinnova e non invecchia, l’Amoredi Dio rimane per
sempre.
7
Questo  nuovo  comandamento crea uno  spazio  di  cambiamento  per
tutti:  buoni  e  cattivi,  uomini  e  donne  di  ieri  e  di  oggi,  perché  tutti
possono capire, avere un’opportunità, tante opportunità, tanto tempo
di grazia e serenità, perché le note della vita possono essere sentite da
tutti e non solo da alcuni “fortunati” della storia: tutta l’umanità dei
figli di Abramo può essere coinvolta nel cambiamento…!
Il giorno in cui il figlio dell’uomo esce dal Giordano per essere parte
sana di un popolo sanato è il nuovo giorno della creazione!
Allora l’Evangelii gaudium è l’Incontro personale con Lui, perché siamo
parte  di  Lui,  dovunque  ci  troviamo  e  qualunque  situazione  di  vita
lambisca la nostra anima, la nostra mente ed il nostro corpo…
C’è Lui! “Guardate a lui e sarete raggianti, non saranno confusi i vostri
volti “ Sl (33) 34,6
Guardate a luima contemplate la terra, dite: ”Padre nostro che sei in
terra…”.
Guardate  a  Lui senza  isolarvi  poiché  siete  parte  di  Lui,  suo  popolo,
“gregge del suo pascolo”, siete suo Corpo, presenza oggi della Sua
Vita, incarnazione semplice di un amore che lambisce da 2000 anni la
madre terra come risacca del mare infinito.
Guardate a Lui: nelle vicende del mondo, come agnelli in mezzo ai lupi,
semplicemente  in  cammino,  senza  appesantimenti,  elucubrazioni
mentali e teorie nella bisaccia, senza orgoglio ma solo con la voglia di
esserci nella storia del mondo, di esserci tra la gente…
Guardate a Lui: per avere nel cuore la Sua Parola di vita in cui  il pane si
moltiplica per essere condiviso, in cui “chi ha duetuniche ne dia una a
chi non ne ha” (Lc 3,11).
Guardate a Lui: “ecco l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo”.
8
È inconfondibile, non puoi sbagliare, è Lui in persona che viene a te!
Viene a te “il tuo re, mite seduto su un’asina e suun puledro, figlio di
7Mt 22,34-40; Gv 13,34.
8Gv 1,36;
una bestia da soma, seguilo e non voltarti indietro”.
9
Guardate a Lui: è disarmato, sembra insignificante, le beatitudini sono il
suo sogno per la trasformazione del mondo… beati, beati, beati per
otto volte risuona la parola beati che attraversa ogni ambito della vita
personale, comunitaria e sociale… beati, sì, perché beati sono coloro
che donano e non si isolano in castelli in aria e dimore di pietra ben
recintate. Otto Beatitudini come l’ottavo giorno della Pasqua.
Tutto nasce sul greto del fiume Giordano, in quella misteriosa discesa
agli inferi tra i poveri e tra coloro che sono alla ricerca e non si sono
fermati o autoreclusi.
Fino a quando c’è in te il grido della ricerca e dell’invocazione, fino a
quando c’è  in  te  il  grido di  fronte  alle  ingiustizie della terra,  fino  a
quando c’è il grido della consapevolezza di essere parte di un sistema di
morte  e  non  di  vita  e  il  desiderio  di  uscirne,  allora  è  possibile  il
cambiamento, la santificazione.
Santificazione  in  Lui,  sulle  rive  della  Storia,  cammino  inclusivo,
opportunità per tutti di diventare fratelli, di non sentirsi casta a parte,
salvati e gli altri persi…
Fino a quando c’è il grido per risvegliarsi ed uscire dal torpore della
coscienza che non sa più dove sia Abele, è possibile attraversare tutti il
Mare nostrum per cantare poi il Padre nostro della liberazione.
Fino a quando lungo le rive del Giordano si balbettano le Parole nuove e
ci  si  prepara  a  lottare  e  contemplare,  a  sperare  e  ad  amare
instancabilmente.  “El alma che anda en amor, ni cansa, ni se cansa!”  :
“l’anima che ama non stanca né si stanca” (S. Giovanni della Croce).
Il Giordano è il luogo della preparazione, della scoperta dell’essere uno
in Lui, parte di lui. È il luogo dei principianti che sono determinati a
muoversi.
L’acqua, il deserto, la Voce che grida nel deserto, la Novitàche è Lui tra la
gente, nel cuore della gente, la folla che sostava lì per capire e non morire
dentro o affogare nell’ignoranza, lo Spirito che come colomba scende, la
vocedel Padre abbà… ecco gli ingredienti di un’era nuova che certamente
non è la New Age dell’acquario, nebulosa indefinita, illusione per tanta
9Mt 21,5;
gente di oggi, partenza senza arrivi, solitudine estrema senza confronti,
grido disperato senza l’interlocutore personale dell’anima che è Cristo.
Cari amici, ecco l’invito anche per noi a partire dal Giordano per essere
una sola cosa in Lui!
Ci incamminiamo con la certezza di diventare persone, persone libere e
liberanti, Comunità viva e fraterna, fatta di gentedifettosa che impara a
perdonarsi e a mantenere la giusta distanza con glialtri, che impara a
volersi bene, che prova a costruire e a non andare via rifugiandosi dagli
altri, gente che apprende l’arte di amare al futuro, perché l’amore è
sempre lievito di un pane fraterno e fragrante. “Dacci oggi il nostro
Pane quotidiano”.
“Ci impegniamo  noi e non  gli altri, senza pretendere che gli altri lo
facciano….” direbbe don Primo Mazzolari…
Ci incamminiamo noiperché vogliamo tentare e non stare con le mani
in mano nell’accidia.
Ci incamminiamo noi perché vogliamo tentare di muovere i passi con
storpi, ciechi, zoppi, sordi, muti, vedove, orfani, persone afflitte da varie
infermità, indemoniati guariti …
Ci incamminiamo perché siamo noi insieme quel popolo distorpi, ciechi,
zoppi,  sordi,  muti,  vedove,  orfani,  persone  afflitte  da  varie  infermità,
indemoniati guariti… toccati dal Suo Amore ed è in  nome del quale che
vogliamo muoverci.
In Cristo: gioia piena e vita nuova
Ama! Ama sempre, ama dovunque, ama senza misura. Non pentirti mai
d’amare con tutto il tuo essere. L’amore che avrai donato darà vita ad un
raccolto profumato di felicità (Christine Reinbolt).
Anch’io sono un lontano…
Don Primo Mazzolari così pregava: «Lasciati amare». Tu non mi domandi
di più. Non mi domandi se ti voglio bene. Basta che io mi lasci amare
dall’Amore,  perché  anch’io  sono  un  lontano. Allora  domani  faccio  la
Comunione. Sei Tu che mi ospiti. Io sono l’esule che torna alla Patria: il
Prodigo che dal deserto dell’amore torna alla casa dell’Amore.
E allora, ‘aiutammece’ per 12 motivi…
1. Aiutiamoci perché “24 piedi siamo” oggi per cantare il cantico dei
redenti e farlo conoscere anche agli altri.
2. Aiutiamoci perché possiamo essere Chiesa in uscita e mai in ritirata, in
sagrestia.
3. Aiutiamoci a costruire e mai demolire.
4. Aiutiamoci ad essere propositivi e mai distruttivi.
5. Aiutiamoci ad essere protagonisti del cambiamento con semplicità di
fanciullo  secondo  quel  racconto  delle  stelle  marine...  salvate
dall’innocenza testarda di un bambino.
6. Aiutiamoci a scendere dai piedistalli dei ragionamenti da salotto.
7. Aiutiamoci  a  scendere  e  ad  incarnarci  come  “Cristo  Gesù  che  non
considerò un tesoro prezioso la sua uguaglianza conDio ma spogliò se
stesso”…
8. Aiutiamoci  da  fratelli  ritrovati  a  migliorare  qualche  piccola  cosa
quest’anno in noi, in mezzo a noi, in Comunità comenella città…
9. Aiutiamoci da corpo di Cristo, ad esserci non formalmente ma con
azzimi di sincerità.
10. Aiutiamoci ad esserci e a sentirci Corpo, carne di Cristo e quindi fratelli
con  altri  che  incontreremo:  immigrati,  soli,  “estranei”,  ammalati,
anziani, giovani persi nell’esistenza e senza lavoro…
11. Aiutiamoci per essere in Lui.
12. Aiutiamoci per essere Lui, oggi per le strade del mondo.
Che Maria, l’odigitria: colei che ci indica la Via  (= Cristo), ci accompagni
anche  quest’anno  per  una  nuova  esperienza  di  fede  semplificata  e
leggera che porta all’Evangelii gaudium!
p.s.: vi propongo il testo di un bel canto di lode  al Signore facilmente
rintracciabile on line:
Lode al Nome Tuo
1) Lode al nome tuo dalle terre più floride, dove tutto sembra vivere
lode al nome tuo.
Lode al nome tuo dalle terre più aride, dove tutto  sembra sterile
lode al nome tuo.
Tornerò a lodarti sempre per ogni dono tuo, e quando scenderà la
notte sempre io dirò:
Rit: Benedetto il nome del Signor lode al nome tuo.  Benedetto il
nome del Signor, il glorioso nome di Gesù, Tu doni e porti via tu
doni e porti via, ma sempre sceglierò di benedire Te. (2 v.).
2) Lode al nome tuo quando il sole splende su di me, quando tutto è
incantevole lode al nome tuo.
Lode al nome tuo quando io sto davanti a te, con il cuore triste e
fragile lode al nome tuo.
Tornerò a lodarti sempre per ogni dono tuo, e quando scenderà la
notte sempre io dirò:
Rit: Benedetto il nome del Signor lode al nome tuo.  Benedetto il
nome del Signor, il glorioso nome di Gesù, Tu doni e porti via tu
doni e porti via, ma sempre sceglierò di benedire Te. (2 v.).
In Luca 3, 21-22 leggiamo:
“Quando tutto il popolo fu battezzato e mentre Gesù, ricevuto anche lui il
battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e scese su di lui lo Spirito
Santo in apparenza corporea, come di colomba, e vi fu una voce dal cielo:
«Tu sei il mio figlio prediletto, in te mi sono compiaciuto.”
Un saluto benedicente
p. Giorgio A. Pisano
Krosno (Polonia), 22/08/14 Festa di Maria Regina, vittoriosa in Lui!

Joomla templates by a4joomla