"Sappiate questo, fratelli miei carissimi: che ogni uomo sia pronto ad ascoltare e lento a parlare”. (Gc 1, 19)

Ascoltare è capire!

Carissime famiglie,

quante volte, incontrando gli altri, abbiamo sentito o affermato ”stamm’a’ sentì!”, volendo intendere “fai quello che ti chiedo”. Ma la comunicazione non consiste in questo! La comunicazione non si fonda su nostri pensieri o preconcetti o, anche, su risposte già confezionate dalla nostra mente! Piuttosto una comunicazione efficace si fonda su un indispensabile punto di partenza: ascoltare e capire ciò che l’altro vuole dirci.

Gesù è un comunicatore perfetto perché ha saputo ascoltare profondamente l’altro, anche quando non parlava. Perché si comunica anche col silenzio e con tutto ciò che si è, con tutto se stessi.

Gesù ha saputo ascoltare tutti, amici e avversari, ad un livello così profondo da riuscire a immedesimarsi nella condizione esistenziale di ogni persona. Credo che Gesù abbia appreso quest’arte divina dell’accoglienza dell’altro nella sua famiglia a Nazaret e alla scuola della Parola di Dio che ascoltava di sabato in sabato in sinagoga. Sulla scia di Gesù e di Maria, sua madre, donna dell’ascolto, occorre iniziare a sperimentare la possibilità di un ascolto attento, capace di comprendere le situazioni dell’altro e di colmare quella distanza che ci viene dall’ignorare ciò che porta nel cuore: difficoltà, sofferenze, tensioni, scelte impegnative da affrontare. Così, finalmente, potremo passare dal “sentire” all’ “ascoltare”, ossia al cogliere pienamente il messaggio altrui, un messaggio vero e autentico, “nudo e crudo”, cioè libero da contaminazioni, pregiudizi o manipolazioni.

Come fare per sperimentare la freschezza di una comunicazione del cuore dell’altro e recepirla nella sua verità?

Occorre sviluppare la semplicità e l’innocenza del cuore. E questo avviene per conquiste sul campo, con tentativi continui, con l’impegno costante e con la volontà di iniziare daccapo. Se un proverbio recita: “tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare”, noi possiamo ben affermare che “tra il dire e il fare c’è di mezzo il cominciare”. Di inizio in inizio si snoda la nostra vita di relazione e di ascolto dell’altro.

Il mese di maggio, dedicato a Maria che ascolta prontamente la Parola del Padre, sia il mese in cui scegliamo di riflettere e capire bene qualche messaggio che ci viene dagli altri, vuoi che siano familiari, amici o nemici. Una semplice predisposizione del cuore e un impegno che nasce da una scelta della volontà, può fare miracoli. Che sia la volta giusta!

Auguri di un buon ascolto vivificante e seminatore di serenità intorno a noi.

Vieni Spirito santo, Spirito che genera cuori nuovi e relazioni sane. Amen.

p. Giorgio, p. Albert, diacono Gianluigi e l’équipe pastorale

Comunicazioni di p.Giorgio