“Egli ci ha fatto conoscere il mistero della sua volontà,  il disegno cioè di ricapitolare in Cristo tutte le cose” (Ef 1, 9.10).

Oltre i frammenti, ritrovare la bellezza dell’unità in Cristo

Carissimi fratelli e sorelle,

la chiamata di Dio che avviene attraverso la voce di Cristo, ieri come oggi, è un grande mistero.

Nel capitolo 3 del Vangelo di Marco, vv 13-14, troviamo: Gesù “Chiamò a sé quelli che egli volle ed essi andarono da lui. Ne costituì dodici che stessero con lui e anche per mandarli a predicare”; sembra che l’evangelista  voglia farci comprendere come la chiamata da parte di Gesù conferisca ai 12 una forma di amore, di unità, di bellezza.

Infatti, per dirla con il profeta Isaia “noi siamo argilla e Tu colui che ci dà forma” (Is 64, 7).

Spesso, nella nostra vita, ci capita di perdere le forze, le energie vitali; spesso incontriamo persone dallo sguardo spento o altre che si sentono bloccate nel rivolgersi a un familiare, a un amico, a un conoscente congelando per sempre dentro al proprio spirito una parola di scuse o di affetto e continuando a generare sofferenza in se stesi e negli altri.

Ma superare, o almeno alleviare, queste sofferenze è sempre possibile, mettendo insieme le piccole storie o i piccoli frammenti della nostra vita personale per recuperare solarità, gioia, e sentire, sulla nostra pelle, la fragranza dell’amicizia fraterna.

Dall’essere “lupi l’uno verso l’altro” ci si può trasformare in persone dalle mani aperte che stringono quelle degli altri e accolgono senza respingere!

L’amore di Cristo, che continuamente ci rinnova la chiamata a seguirlo, tutti insieme come un unico corpo, vince tutto!!!

OMNIA VINCIT AMOR!

Un abbraccio benedicente a tutti.

“Shema Israel” (Dt 6, 4)

“I have a dream …”

Carissimi fratelli e sorelle,

vogliamo iniziare un nuovo cammino comunitario, portando nel nostro cuore il grande sogno di Dio di un unico banchetto di festa intorno al quale siedono tutti i popoli della terra con spirito di fraternità e non con spirito di opposizione,  competizione, razzismo (Is 25).

La nostra Comunità del Sacro Cuore, “casa tra le case”, sente sempre più il bisogno di intrecciarsi con le tante famiglie del territorio per trasformarsi in lievito di vita e di amore con la Parola di Cristo. Nessuno di noi è arrivato, siamo tutti in cammino di perfezione e di miglioramento!!! 

Al seguito di Gesù c’erano tanti ciechi, zoppi, sordi, muti, consapevoli dei propri limiti e sanati dal mistero dell’amore, del perdono e della riconciliazione, per vivere con gli altri, così anche noi vogliamo incamminarci alacremente verso il Regno di Dio di pace, giustizia e amore lasciandoci accompagnare da Lui vivo e risorto per amore.

Per questo affronteremo tematiche speciali basate su “L’ascolto e il cammino” quali:

  • come comprenderci reciprocamente;
  • come condividere ciò che si ha, ciò che si è, ciò che si fa;
  • come cercare soluzioni e strategie comuni per le questioni di vita;
  • come scoprire limiti e stanchezze reciproche che possono bloccare i rapporti;
  • come andare oltre i luoghi comuni per centrare l’attenzione alla persona “viva e vera”.

Augurando a tutti un buon cammino nella gioia e nella benedizione del Papà celeste, vi invitiamo ad un primo, importante appuntamento: domenica 21 ottobre sarà con noi il cardinale Sepe per la celebrazione eucaristica d’inizio anno, durante la quale sarà fatto un annuncio straordinario per la nostra Comunità!

Un abbraccio benedicente a tutti.

p. Giorgio, p. Albert e Gianluigi diacono

Non valutatevi più di quanto è conveniente valutarsi,

ma valutatevi in maniera da avere di voi una giusta valutazione”.

(Rom 12, 3)

Lo Spirito spinge ad essere se stessi

Carissime famiglie,

per tanti il mese di maggio è un tempo di festa perché vengono benedetti tanti matrimoni, molti bambini incontrano Gesù Eucarestia per la prima volta, alcuni giovani ricevono il sacramento della cresima per un sì per sempre nell’amore a Dio e agli altri… Ma la festa più bella, in questo mese dedicato alla Madonna, è la Pentecoste che ci ricorda come lo Spirito Santo abbia fatto emergere e superare, nella Comunità degli apostoli radunati con Maria nel cenacolo, tutti i limiti, le paure, le incongruenze che li avevano bloccati nel recente passato, come la sete di potere o la falsa immagine che si erano fatti del Cristo, quale re vincitore che avrebbe instaurato la supremazia di Israele su tutti i popoli.

Ancora oggi, lo Spirito di Gesù risorto, Spirito dell’Amore, spinge tutti noi a cogliere i limiti e le letture sbagliate della fede e ci aiuta a superare le visioni limitate che abbiamo di noi stessi e degli altri. Vivendo in una società fondata più sull’apparire che sull’essere, il cammino nello Spirito Santo diventa un’occasione per riconoscersi e per accettare noi stessi senza condannarci ad oltranza e senza escludere dalla nostra vita quella degli altri.

La Pentecoste, con la discesa dello Spirito diventa come un trampolino di lancio per aversi a cuore, per accettarsi e cogliere la positività e l’amore degli altri. In una società dell’usa e getta, con la forza dello Spirito Santo, vogliamo rivalutarci e rinascere nella fraternità.

Buona Pentecoste a tutti.

diacono Gianluigi, p. Giorgio e p. Albert

“Ha sete di Te, Signore, l’anima mia”. (Sal 62, 2)

Coraggio, preghiera e bellezza: una sola cosa!

Carissime famiglie,

non c’è migliore conclusione dell’anno pastorale che quella di riflettere sulla preghiera, eccellente antidoto al vuoto che tante volte possiamo percepire nelle nostre esistenze.

Essa riempie quegli spazi che spesso possono essere occupati da “ospiti” indesiderati, quali ire, antipatie a vita, rancori, risentimenti, apatie, dipendenze (alcool, droga, sesso, azzardo).

Ecco, allora, che la preghiera si presenta come il grande segreto per la trasformazione dei nostri cuori. Se la scienza (in particolare la psicologia, la psichiatria) cerca di affrontare i disagi della mente, solo la preghiera profonda, che va oltre gli schematismi, fa sentire il mormorio delle sorgenti interiori e porta ad armonizzare e a trasformare lentamente e costantemente le profondità delle nostre anime.

La preghiera è come la goccia che scava la roccia delle nostre durezze e rigidità, di quell’essere come dei robot che i poteri marci vorrebbero che fossimo sempre di più.

Per vivere questa bellezza della preghiera, allora ci vuole coraggio.
Il coraggio di fermarsi e di accorgersi che le troppe cose da fare diventano come zanzare fastidiose; il coraggio di scoprire i tanti frastuoni interiori: a’ guerra n’capa’. Forte è la parola di Gesù che comanda ai venti e al mare in tempesta: “Calma, tacete!” (cfr Mc 4,39). La preghiera mette appunto ordine tra mente e cuore.

Un augurio: che possiamo trovare il coraggio di entrare nell’intimo di noi stessi, iniziando a dedicare anche soli 5 minuti, con impegno e costanza, alla preghiera, offrendo all’Amore bello e passionale di Dio tutto noi stessi!
Il coraggio della preghiera si trasforma in bellezza della fede che armonizza tutte le cose.

Auguri benedicenti!

diacono Gianluigi, p. Giorgio e p. Albert

Il coraggio della chiarezza

“Invia la sapienza…
perché mi assista e mi affianchi nella mia fatica
 e io sappia ciò che ti è gradito” (Sap 7, 15. 9, 10-11)

Carissime famiglie,
buona Pasqua di resurrezione e di forza a tutte voi!

I primi cristiani utilizzavano la simbologia del pesce, ricorrente anche nelle catacombe che veniva riferita a Cristo. Cristo veniva invocato quale ICHTHUS, parola greca che significa “PESCE”. Ma la enigmatica parola greca nascondeva, nel suo acrostico, il vero significato di “I.CH.TH.U.S.”: Gesù Cristo figlio di Dio Salvatore!

Ed è proprio con Gesù, passato dalla morte alla vita, che possiamo sperimentare in noi piccole trasformazioni e progressi.

La Pasqua è un passaggio dalla morte del peccato alla grazia dell’amore, dalla incomunicabilità e incomprensione, all’intesa dell’anima con l’altro. Quante volte non riusciamo ad incontrare l’altro nelle cose vere della vita, in quelle che contano? Quante volte a partire dalla famiglia non ci si ascolta e si litiga? Quante volte facciamo esperienza di distanza dagli altri abituandoci a tal punto, da restare poi indifferenti.

La Pasqua di Cristo è una luce speciale che raggiunge tutti coloro che vogliono andare oltre la monotonia e banalità del male, delle vendette, delle antipatie, dei rancori per far regnare Cristo, Parola chiara, pura e di cristallina semplicità.

Una comunicazione efficace nasce da un cuore che vuole fare verità e riconoscere gli altri per come sono e non come li vorrebbe vedere.

Buona resurrezione nell’amore di Cristo in tutti noi! Alleluia! 

diacono Gianluigi e p. Giorgio

Comunicazioni di p.Giorgio